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La stagione dei colori è arrivata. E così il sottobosco non è più costellato solo da miriadi di bucaneve e campanelle ma cominciano ad arrivare anche le altre fioriture come ad esempio le epatiche, che spezzano il bianco con il loro color violetto, e come i denti di cane, che è il soggetto di questa fotografia, i cui colori sono più tenui andando da un bianco rosato a un rosa violetto. La forma del suo fiore è così bello e particolare da non passare inosservato nel sottobosco.

Questi piccoli folletti del bosco, dalle forme e colori bizzarri, stanno testimoniando l’arrivo di una delle stagioni più belle dell’anno.

Una fotografia per qualcuno forse un po’ cupa, un Argiope avvolto dal buio che lo circonda.
Un animale temuto dagli aracnofobici e che generalmente non suscita simpatia.
Un aracnide elegantissimo e che adoro fotografare, con la luce, con le ombre.
Punti di vista.

La sera si sta avvicinando. Ormai tra i rami di quercia filtrano solo pochi raggi di sole e tra un po’ tutto sarà avvolto da una debole luce crepuscolare. Si sentono i rumori della città in lontananza, qualche clacson, qualche motore. E dall’altra parte la musica del paese in festa, lontano. Qui invece c’è pace, la si respira. Rimango in silenzio, ascolto il suono del bosco, il movimento di qualche animale. Studio l’inquadratura, mi sporgo, catturo l’ultima luce che si riflette sul mare. Lontano. Ormai il tempo dei cervi volanti sta finendo, e già penso al prossimo anno, a rivederli. Un velo di malinconia mi fa compagnia mentre ritorno sui miei passi verso casa, accompagna la felicità di questa giornata, ricca di emozioni, come lo è sempre, in Natura.

Il piccolo popolo alato d’estate si scatena: tantissimi insetti nei prati danzano da un fiore all’altro, libellule e damigelle corrono veloci nelle zone lagunari, e nei boschi? Nei boschi si assiste ad un altro spettacolo: verso la fine delle calde giornate di giugno e luglio si aprono le “danze” dei cervi volanti…. non molto aggraziate, a dir il vero. Questi goffi coleotteri si spostano da un ramo all’altro delle querce alla ricerca delle femmine, e non lo fanno di certo in modo silenzioso! E’ emozionante anche solo vederli mentre stanno per spiccare il volo, quando sollevano le elitre e dispiegano le loro ali. La ricerca delIa femmina li spinge ad allungare i loro voli, tanto da uscire dal bosco e attraversare le strade che separano i querceti del Carso. Purtroppo ogni anno si assiste a piccole stragi di cervi volanti colpiti o schiacciati sull’asfalto dalle macchine di passaggio. Speriamo che questo esemplare riesca a trovare la sua femmina e a perpetuare la specie che è già minacciata dalla scomparsa del suo habitat.

Quanti ricordi conservo pensando a questo fiorellino …
Il pensiero vola a quando ero piccolina, le lunghe passeggiate con i miei nonni, ascoltare i loro racconti, storie di natura che allora non comprendevo bene ma ora, per quello che mi ricordo, ne faccio tesoro.
Questo Muscari? Mia nonna me lo ha fatto conoscere come Soldatino. Me lo ha fatto osservare da vicino per la sua somiglianza con i grappoli d’uva nera. Me lo ha fatto amare e rispettare come tutti gli altri fiori e alberi.
Oggi è solo una occasione per riportarmi col pensiero nel passato e con un po’ di nostalgia, sorridere ai ricordi.

E’ stato un incontro casuale, in lontani prati carsici sloveni, mentre ero alla ricerca di altre fioriture. E’ stato un incanto, vederla spuntare dall’erba, elegante e fiera, questa splendida Fritillaria orientalis, col suo lungo stelo e la sua grazia. E’ stata anche una fortuna accorgermi della sua presenza, dato che in quel prato ho trovato solo questo esemplare di Fritillaria.
Un fiore davvero incantevole, tanto bello quanto raro.

Con tutte le fioriture che ci sono, colori e profumi, perchè un elleboro ?
Nel sottobosco pennellato di un delicato verde l’elleboro si nasconde, si confonde, tono su tono, non è appariscente come gli altri fiori che maggiormente vengono fotografati in questo periodo, come le orchidee ad esempio, primizie di stagione, che catturano la nostra attenzione per le loro forme e colori. No, lui no: lui passa inosservato tra fili d’erba, quasi mimetico. Un fiore comune ma non banale, credo meriti un po’ d’attenzione… e allora accolgo la sfida, non lo trovo facile da fotografare ma cerco di valorizzarlo in questa cornice di crochi .

Aspettare che il sole sorga e illumini il sottobosco, e con i suoi raggi tiepidi favorisca l’ennesimo miracolo della Natura: lo sbocciare di fiori sotto ai propri occhi… tutto ciò dietro a questa foto, sensazioni difficili da descrivere ma che meritano di essere provate.
L’attesa della luce giusta che accarezzi il fiore che hai scelto: solo lui nell’inquadratura, unico partecipe, solo una piccola lama di luce per illuminare un suo petalo.
Niente di più.

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cristiana_damiano












