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Speranza

Questa fotografia per me ha un significato particolare: è infatti l’ultima foto scattata durante un bellissimo viaggio, dove ho potuto ammirare un autunno incredibile, ricco di colori intensi e caldi.

Nel momento in cui scattavo questa fotografia, commossa, avevo la speranza di poter ritornare ancora una volta in questa terra che adoro e man mano che ammiravo questo tramonto, la speranza si trasformava in certezza. Così è stato, le avventure sono continuate.

Dobbiamo resistere, essere forti: adesso, come allora, la mia speranza si sta trasformando in certezza. Ne verremo fuori e torneremo a vivere intensamente le nostre emozioni, sperando che questa terribile esperienza ci trasformi in persone migliori.

Splendido caos carsico

Se l’osservi da lontano il Carso in autunno è una tavolozza di colori, una meraviglia cromatica, estasi per gli occhi. Ma il Carso, esplorandolo, penetrandolo, è anche caos, confusione, alberi spogli, rami intricati, nudi; rocce dure  bianche e taglienti; foglie che da lontano sembravano perfette ma sono in realtà ormai bruciate, prossime alla caduta…

Ma anche così, non delude mai questo meraviglioso Carso: sempre pronto a regalarci qualche piacevole emozione.

Foliage carsico

Oro nel bosco

“Non è tutto oro quello che luccica” dice un detto. In questo caso quello che risplende di color oro è molto più prezioso dell’oro stesso.

Foliage

Variazioni cromatiche dello Scotano: dal  verde al giallo, arancione, rosso e infine porpora. Presto le foglie cadranno ma lo spettacolo si ripresenterà il prossimo anno.

Tricolore

Del Carso si resta affascinati in questo periodo dell’anno per gli splendidi colori accesi dello Scotano: ed è meraviglioso osservarne le incredibili sfumature cromatiche. Osservando il paesaggio così colorato e trovandomi sui luoghi dove si è combattuta la Grande Guerra, mi è sembrato di rivedere il nostro tricolore italiano: è un pensiero che non posso dimenticare camminando accanto alle trincee.

Kolugljufur

Un gruppo di cascate fortunatamente ancora poco turistiche ma che indubbiamente meritano una visita. Il loro nome è legato al folclore islandese, sono infatti dedicate alla gigantessa Kola. Secondo la leggenda, Kola viveva su una sporgenza nella gola dove aveva trovato un posto piuttosto comodo dove sostare. Si narra che a volte, dopo una buona notte di sonno, Kola gettava la sua mano nuda nel ruscello per prendere il salmone a colazione, che avrebbe mangiato crudo a stomaco vuoto. A volte, però, lo gettava anche in un buco nel terreno con acqua bollente. Lì avrebbe cucinato il suo pescato per pranzo o per cena.
Leggenda a parte, è uno spettacolo impressionante attraversare il ponte e guardare le calme acque del fiume saltare improvvisamente e precipitare in avanti su così tante cascate imponenti, merita godersi questo spettacolo che certamente non lascerà nessuno impassibile.

Un nuovo giorno

L’alba è ormai trascorsa ma un’atmosfera particolare continua a persistere. Mi affascina. Il sole sovrasta le montagne, alto nel cielo, ma è nascosto da nubi che salendo si fanno sempre più dense e scure: non riesce ancora ad esprimere la sua forza, a far brillare la sua luce.

Anche le nostre montagne ci regalano atmosfere uniche.

 

 

Sopra alla caldera

Mi emoziona il fascino della scoperta, di posti nuovi o conosciuti ma visti e vissuti in modo nuovo, e la scoperta di sé stessi in una terra lontano dalla nostra quotidianità e che si presenta diversa e quindi nuova ad ogni viaggio. E mi emoziona fotografare, per ricordare questi viaggi e questi momenti.

Un istante

Il tempo di un respiro, un momento breve e fugace, un improvviso batticuore: così la luce appare, per un solo istante, dopo la tempesta. Avrei voluto fermare l’attimo,  viverlo profondamente, ma la magia è stata proprio il suo apparire inaspettato e il suo dissolversi nell’oscurità. Il ricordo di questo minuto d’emozione sarà eterno.

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