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Incontri a Látrabjarg

La penisola di  Látrabjarg è nota per le spettacolari scogliere e per l’abbondante avifauna: le scogliere si estendono per 12 km lungo la costa e le altezze variano da 40 a 400 m. Qui nei mesi estivi si possono trovare una gran varietà di uccelli marini che vi nidificano a migliaia, rendendole un posto particolarmente affascinante. Da giugno ad agosto nidificano e si riproducono incredibili quantità di pulcinella di mare, gazze marine, urie, cormorani, fulmari e gabbiani tridattili. Le pulcinelle di mare sono estremamente abituate alla presenza umana e spesso si lasciano fotografare da una distanza minima.

Qui una Gazza marina ( Alca torda ) mi osservava mentre mi sporgevo dall’alto delle scogliere per godermi lo spettacolo dell’oceano.

Gazzamarina

Chi li teme, chi li ama

Una fotografia per qualcuno forse un po’ cupa, un Argiope avvolto dal buio che lo circonda.

Un animale temuto dagli aracnofobici e che generalmente non suscita simpatia.

Un aracnide elegantissimo e che adoro fotografare, con la luce, con le ombre.

Punti di vista.

Chi li teme, chi li ama

Nel silenzio del bosco

La sera si sta avvicinando. Ormai tra i rami di quercia filtrano solo pochi raggi di sole e tra un po’ tutto sarà avvolto da una debole luce crepuscolare. Si sentono i rumori della città in lontananza, qualche clacson, qualche motore. E dall’altra parte la musica del paese in festa, lontano. Qui invece c’è pace, la si respira. Rimango in silenzio, ascolto il suono del bosco, il movimento di qualche animale. Studio l’inquadratura, mi sporgo, catturo l’ultima luce che si riflette sul mare. Lontano. Ormai il tempo dei cervi volanti sta finendo, e già penso al prossimo anno, a rivederli. Un velo di malinconia mi fa compagnia mentre ritorno sui miei passi verso casa, accompagna la felicità di questa giornata, ricca di emozioni, come lo è sempre, in Natura.

Nel silenzio del bosco

Il volo

Il piccolo popolo alato d’estate si scatena: tantissimi insetti nei prati danzano da un fiore all’altro, libellule e damigelle corrono veloci nelle zone lagunari, e nei boschi? Nei boschi si assiste ad un altro spettacolo: verso la fine delle calde giornate di giugno e luglio si aprono le “danze” dei cervi volanti…. non molto aggraziate, a dir il vero. Questi goffi coleotteri si spostano da un ramo all’altro delle querce alla ricerca delle femmine, e non lo fanno di certo in modo silenzioso! E’ emozionante anche solo vederli mentre stanno per spiccare il volo, quando sollevano le elitre e dispiegano le loro ali. La ricerca delIa femmina li spinge ad allungare i loro voli, tanto da uscire dal bosco e attraversare le strade che separano i querceti del Carso. Purtroppo ogni anno si assiste a piccole stragi di cervi volanti colpiti o schiacciati sull’asfalto dalle macchine di passaggio. Speriamo che questo esemplare riesca a trovare la sua femmina e a perpetuare la specie che è già minacciata dalla scomparsa del suo habitat.

Il volo

Notte stellata

Notte stellata, notte di agosto, notte magica di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, le Perseidi … quale miglior modo per osservarle, se non andare in alta montagna a cercare il cielo più buio, aspettare il momento giusto e nel frattempo sognare ad occhi aperti, in questo meraviglioso angolo di natura, in pace lontano da tutti; giocare con le costellazioni, ascoltare il silenzio interrotto da qualche animale che passa nei paraggi, aspettando di esprimere un desiderio ?

No, io non ci vedo modo migliore.

Dall’afa soffocante del giorno alla fresca ( quasi fredda ) brezza della notte, col naso all’insù, ho aspettato di esprimere il mio desiderio, come chissà quanti di voi hanno fatto. Alla fin fine è difficile sottrarsi da questo spettacolo che ci fa tornare tutti un po’ bambini .

Notte stellata

L’opera del ragno

Mi ricordo, da bambina, la fobia smisurata che avevo nei confronti di tutti quei piccoli animali che temevo potessero avvicinarsi a me senza che me ne accorgessi, come ad esempio i ragni.

Oggi invece sono io che vado a cercarli, con attenzione , nel loro ambiente, curandomi di non rovinare le loro opere, le loro tele, che con fatica costruiscono e che io ammiro come fossero opere d’arte.

Da qualche parte, tempo fa, ho letto che gli Argiopi potrebbero esser chiamati i Picasso degli Aracnidi …e come non essere d’accordo?

Spider's work

Mantide

Inconfondibile…. Con la sua postura e le sue zampette, la sua testa triangolare, i suoi grandi occhi.
Ah, per me la mantide religiosa è proprio un bellissimo insetto, difficile da trovare, nascosto nella vegetazione, immobile in attesa della sua preda. La sua postura ricorda quella di una preghiera, ma, controsenso, è ben noto anche il suo cannibalismo post-nuziale. Vi siete mai chiesti quante cose in natura “sono” strane? A volte inorridiamo quando alcune di queste curiosità ci giungono per la prima volta all’orecchio, ma se ci pensiamo bene le leggi naturali non sono crudeli o strane, tutt’altro: ci sono invece degli equilibri che dovrebbero venir rispettati ma sappiamo che molto spesso, purtroppo, non è così.
Questa piccolissima mantide l’ho fotografata nel “mio” Carso triestino, proprio mentre i miei pensieri inseguivano fili logici e illogici sulla vita. Osservavo la luce che attraversava una Asparagus acutifolius, asparagina selvatica, cercando chissà cosa, forse niente e… poi ho visto questo esserino piccolissimo… stentavo a crederci: una piccola mantis stava percorrendo un sentiero molto spinoso. Mi son detta che se lei così piccola riesce a superare spine così grandi, anche tutti noi possiamo superare certi ostacoli che ci sembrano insuperabili.
Dalla natura, sempre tanta saggezza.

Mantis

Il combattimento

All’imbrunire, nel Carso, quando la luce se ne sta andando, prima di tutto li senti. E’ un volo goffo, rumoroso, la prima volta che li vidi quasi mi spaventai. Ora li adoro, ne sono affascinata e ogni volta che li vedo, mi fermo a guardarli, quanto sono belli!
Il cervo volante è uno dei più grossi coleotteri in Europa, il suo nome deriva dalle sue caratteristiche mandibole molto sviluppate che ricordano appunto le corna di un cervo. Come si può vedere in questa foto, queste mandibole sono utilizzate per i combattimenti durante il periodo riproduttivo, il maschio in realtà non è così pericoloso come si può pensare, i suoi muscoli non sono in grado di muovere con tanta forza queste grosse protuberanze…che alla fine servono “solo” per sollevare il nemico e fargli fare un volo giù dall’albero. La femmina invece le ha più piccole, lei sì che riesce a pizzicare con più forza e questo le serve anche per scavare i tunnel nei quali poi deporrà le uova.
Quello che mi affascina di questi animali è, oltre al loro volo e la loro estetica, il ciclo riproduttivo e il loro sviluppo, molto lungo, dai 3 ai 5 anni.
E’ una specie tutelata dalla Convenzione di Berna, minacciati purtroppo dalla sparizione del loro habitat, costituito da boschi di latifoglie con alberi vecchi e morenti.
Come al solito, l’uomo, al centro dell’universo, pensa di sapere tutto e che tutto sia a sua unica disposizione; ha pensato in passato che un po’ di pulizia nel bosco era la cosa giusta da farsi. Con certi atteggiamenti e molta ignoranza si possono arrecare grossi danni alle specie viventi soprattutto a quelle che hanno un ciclo vitale così lungo.
Per favore, combattiamo anche noi, per difendere il nostro Pianeta.

The fight

Nella Gallery, altre immagini del piccolo mondo degli invertebrati.

Enrosadira

Il fenomeno dell’enrosadira al Cimon della Pala, quando al tramonto la sua cima si colora intensamente prima di rosso e poi, al variare della luce, si stinge e diventa rosato .

Una delle tante meraviglie delle nostre montagne.

Alpenglow

Panorama sulle Alpi Giulie

Quanti bei ricordi dietro questa foto ..

Estate 2013, una giornata trascorsa in montagna, aspettando la luce calda del tramonto .

Le Alpi Giulie e il monte Lussari ripreso dal Mangart, Slovenia .

Overlooking Mount Lussari

Quando l’estate era Estate e faceva caldo fino al tramonto …

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